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Il calcio in streaming non funziona: DAZN e Mediaset Infinity dimostrano la reale situazione della rete internet italiana

Immagine di archivio

Doveva essere la settimana della svolta, ma così non è stato. DAZN non passa il primo, importante, test big match. Napoli-Juventus crea disagi fin dall’inizio, con utenti a cui la partita inizia 3 o 4 minuti dopo il reale. Sembra andare meglio, rispetto alle prime due giornate, il primo tempo del match: poche interruzioni e qualche, lieve, buffering. Il disastro succede nel secondo tempo, con blocchi sempre più presenti e la rotella che continua a girare. All’85’ termina il match (solo su DAZN): sul gol vittoria del Napoli, firmato Koulibaly, il servizio si blocca e lascia molti tifosi con il fiato in gola. Poche ore dopo è toccato a Milan-Lazio, con i soliti, consueti, problemi.

Come se già non bastasse la tragica situazione in cui riversa DAZN, a dare il colpo di grazia agli utenti ci pensa Mediaset Infinity. Nel corso della prima giornata di Champions League, il servizio si blocca e non permette l’accesso a nessuno. Agli utenti viene chiesto continuamente di riavviare l’applicazione, ma questo non risolve i numerosi problemi. Per i pochi collegati continui blocchi e buffering infiniti.

Per l’ennesima volta, il picco di utenti che ha seguito il calcio in streaming ha causato un blocco generale dei servizi, a dimostrazione della reale situazione in cui la rete internet italiana si trova. Apprezzabile il gesto di Mediaset che, in seguito ai disagi, ha valutato di regalare 15 giorni di visione gratuita agli abbonati. Questo il messaggio del servizio: “Scusate, eravate tantissimi. Ci scusiamo con chi ha avuto disservizi nonostante il problema non sia stato causato da noi. Abbiamo deciso di prolungare a tutti di 15 giorni la scadenza del mese di fatturazione di Infinity+“.

Questa sera sarà è il momento della verità: il big match trasmesso in diretta, Inter-Real Madrid su Amazon farà capire se realmente il problema è la rete italiana, oppure si tratta di scarsi investimenti da parte delle aziende detentrici dei diritti televisivi.