Non si sono ancora risolti i problemi tra Lega Serie A e broadcaster. In palio ci sono 233 milioni che devono essere versati nelle casse dei club nei prossimi giorni.

Sky, DAZN e IMG hanno chiesto sconti fino a 255 milioni di euro qualora il campionato non dovesse ricominciare, oppure una dilazione sul costo dei diritti tv del prossimo campionato. Non cambia, però, la linea dei club, tant’è che ieri 18 dei 20 club hanno emesso l’ultima fattura dei diritti tv. Un muro contro muro che può rivelarsi fatale in vista del prossimo bando. Infatti, nonostante la linea rigida dei club, alcuni di questi sono interessati a discutere con i broadcaster, cercando un accordo che accontenti ambo le parti. Tuttavia, sotto un certo punto di vista, i club sono al sicuro: in caso di stop del campionato imposto dal governo, le tv sarebbero costrette al pagamento, senza sconti o dilazioni. A questo punto, però, per le tv sarebbe un affronto senza precedenti. Ecco, quindi, il timore per il prossimo bando, con le tv che potrebbero “far pagare” la scelta di non aver voluto trovare un accordo, passando per vie legali e potendo pesare, molto, anche sul prossimo bando.

In tutta questa confusione, come riporta Il Sole 24 Ore, spunta CVC, un fondo di private equity che ha proposto alla Lega di Serie A un flusso continuo di denaro ai club creando una newco a cui sarebbe affidata la rivendita dei diritti tv. CVC è attivo in molti sport. I suoi investimenti riguardano, tra le grandi, Formula 1 e il Sei Nazioni di rugby.