Si chiamano diritti tv ed il loro valore è molto alto. La Lega di Serie A nei primi giorni di aprile pubblicherà il bando relativo al prossimo triennio: in palio, per le emittenti, i diritti di trasmissione televisiva della Serie A dalla stagione 2021/2022 alla stagione 2023/2024.

Accantonata, momentaneamente, la super offerta di Mediapro, i presidenti delle squadre del massimo campionato italiano, ora, guardano altro: il 12 febbraio sarà un giorno (quasi) cruciale per il calcio italiano. In tale data, infatti, verrà discusso il ricorso di Sky nei confronti dell’Antitrust in seguito al blocco delle esclusive sulle piattaforme internet per tre anni

Tornando indietro, l’Antitrust aveva imposto “un divieto, per il gruppo Sky, di stipulare esclusive per i contenuti audiovisivi ed i canali lineari per le piattaforme internet in Italia” a seguito dello sbarco di Sky su digitale terrestre con relativa chiusura di Mediaset Premium. Antitrust ha ritenuto che la decisione di bloccare le esclusive internet all’azienda multipiattaforma “possa garantire, in futuro, un’adeguata pressione concorrenziale, che permetta una riduzione dei prezzi per i consumatori e un incremento dei contenuti audiovisivi a disposizione degli stessi“. In seguito alla decisione, il gruppo milanese ha presentato ricorso, ottenendo l’udienza il prossimo 12 febbraio.

Al giorno d’oggi, i presidenti di A, si vedono costretti a “tifare” per una vittoria dell’azienda televisiva. Infatti, se venisse confermato il blocco delle esclusive internet, Sky ridurrebbe in modo significativo il valore delle offerte presentate, essendo l’unica piattaforma sulla quale si trova delle concorrenti reali. Al contrario, se venisse accettato il ricorso di Sky, l’azienda si troverebbe in posizione di competizione dove chi offre di più vince.

Non solo Sky. La Lega di Serie A, ora, torna a fare i conti anche con Mediapro. Dopo aver lasciato scadere la super offerta da oltre 1,3 miliardi di euro, Lega e società spagnola continuano a sfidarsi nei tribunali per quanto successo durante la scorsa assegnazione dei diritti televisivi. Mediapro, in seguito al comportamento della Lega Serie A, ha chiesto alla stessa 200 milioni di euro come risarcimento danni. La difesa spagnola ritene che le azioni della Lega (non accettando le garanzie finanziarie presentante) abbiano creato dei danni d’immagine legati alla consistenza finanziaria dell’azienda con sede a Barcellona.

Nonostante tutto, il discorso diritti tv è ancora lungo. Molti altri capitoli si potranno scrivere prima della pubblicazione del bando. Nel frattempo gli abbonamenti a Sky e DAZN continuano a crescere e le aziende si guardano intorno per eventuali investimenti futuri.