GEWISS STADIUM, BERGAMO, ITALY - 2020/02/15: Nike Merlin official Serie A match ball is pictured prior to the Serie A football match between Atalanta BC and AS Roma. Atalanta BC won 2-1 over AS Roma. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

Ancora una volta, i club del massimo campionato italiano si ritrovano seduti ad un tavolo, questa volta virtuale visto l’aumento dei casi di COVID nelle società, a discutere dei diritti tv di Serie A per il triennio 2021/2024.

Oggi, difficilmente, si potrà arrivare alla soluzione finale, con l’assegnazione dei diritti televisivi a DAZN (tutti i match, di cui 7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva) oppure a Sky (tutti i match su tutte le piattaforme in co-esclusiva con il canale della Lega). Una situazione che è in stallo da fine gennaio, con i club indecisi ed una serie di lettere e promesse da parte dei broadcaster.

Se da un lato c’è Sky, che ha promesso alla Lega il pagamento immediato di 500 milioni di euro come anticipo, dall’altro c’è DAZN con un’offerta di 840 milioni di euro a stagione e TIM a supporto che garantisce il 40% dell’offerta promossa dal servizio streaming. Club, però, dubbiosi sull’avere tutto il calcio in streaming. Accordo con TIM, temono gli utenti, che può precludere altri accordi con altri broadcaster, impedendo così la trasmissione dei match su piattaforme tradizionali come satellite e digitale terrestre. Proprio per questo motivo Sky ha fatto la voce grossa. Nella giornata di ieri l’amministratore delegato di Sky Italia ha esposto i propri dubbi in merito al binomio DAZN-TIM con una lettera indirizzata ai presidenti. Non si è fatta attendere la risposta di DAZN che, in qualche modo, si può essere fatta un piccolo autogol annunciando che la rete, con l’assegnazione dei diritti al servizio streaming, potrebbe “accelerare in modo deciso il processo di digitalizzazione e ammodernamento del Paese“. Frase, a nostro giudizio, evitabile che sembra mettere in risalto la difficoltà della rete italiana che, nel corso della prima ondata della pandemia, ha obbligato i principali network streaming (Netflix, Amazon, YouTube) a diminuire la qualità video per non intasare la rete.

Difficile, in qualsiasi caso, che oggi venga raggiunta la decisione finale. Infatti, molto probabilmente, i club decideranno per un’ulteriore rinvio, in attesa di avere maggiori conferme anche riguardo alla situazione fondi.

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