
Il 2025 si conferma un altro anno complessivamente sicuro per l’aviazione commerciale, con numeri che confermano come gli incidenti mortali su grandi aerei passeggeri restino eventi estremamente rari. Secondo l’analisi annuale condotta da To70, società di consulenza aerea, nel corso dell’anno si sono verificati cinque incidenti fatali che rientrano nei criteri dello studio, con un tasso di circa 0,14 incidenti mortali per milione di voli, in lieve miglioramento rispetto allo 0,19 registrato nel 2024. In altre parole, il tasso del 2025 ci dice che mediamente si è verificato un incidente mortale ogni sette milioni di voli.
Nonostante questi dati incoraggianti, gli esperti sottolineano come non ci sia alcun margine per abbassare la guardia. Lo ha ribadito anche Florian Guillermet, direttore esecutivo di EASA, durante la Annual Safety Conference 2025, definendo la complacency – l’eccessiva fiducia nei buoni risultati – un vero e proprio rischio per la sicurezza.
Le turbolenze causano la maggior parte degli incidenti non mortali
Accanto ai pochi incidenti mortali, il report evidenzia che nel 2025 si sono verificati 58 incidenti non fatali, pari a circa 1,5 eventi per milione di voli, un valore solo leggermente inferiore alla media degli ultimi tre anni. Quasi la metà di questi casi è stata legata alle turbolenze in volo. Queste continuano a rappresentare una delle principali causa di infortunio a bordo di aerei commerciali. Complessivamente, 25 membri dell’equipaggio di cabina e 13 passeggeri hanno riportato ferite gravi, spesso evitabili con l’uso costante delle cinture di sicurezza quando si è seduti.
Nel 2025 si alzano lievemente i decessi
Il bilancio umano degli incidenti del 2025 conta 366 vittime tra passeggeri ed equipaggi nelle operazioni commerciali con grandi aeromobili, circa un centinaio in più rispetto all’anno precedente. A questi si aggiungono 23 persone decedute a terra o coinvolte indirettamente in episodi che hanno incluso collisioni con mezzi militari, incidenti in fase di decollo in aree urbane e un tragico evento avvenuto all’aeroporto di Bergamo.
Tra i casi più gravi dell’anno figurano l’incidente di un Canadair CRJ-700 negli Stati Uniti, colpito da un elicottero militare durante l’avvicinamento, la caduta in mare di un Jetstream 32 in Honduras dopo la perdita di potenza di un motore, il disastro di un Boeing 787 in India subito dopo il decollo e l’incidente di un Antonov An-24 in Russia, avvenuto durante un avvicinamento in cattive condizioni meteorologiche.
Il report richiama inoltre l’attenzione sui rischi legati alle aree circostanti agli aeroporti e alle operazioni in zone di conflitto, tema tornato d’attualità dopo l’ammissione ufficiale, nel 2025, dell’abbattimento involontario di un volo civile da parte delle forze russe nel caso Azerbaijan Airlines Flight 8243.
Il 2025 resta nella media degli ultimi 10 anni
Nel complesso, l’analisi conferma che il tasso medio di incidenti mortali resta in linea con la media degli ultimi dieci anni, che dal 2012 il valore è stabilmente sotto lo 0,4 per milione di voli. Un risultato che testimonia l’elevato livello di sicurezza dell’aviazione commerciale moderna, ma che rende ancora più cruciale l’analisi dei dati, la segnalazione degli eventi e l’intervento preventivo sui segnali di rischio prima che possano trasformarsi in incidenti.

















